Negli SCRITTI A SANGUIGNA, recentamente raccolti in volume edito in proprio e qui presentati, egli ci parla di artisti, alcuni notissimi ed altri meno noti, e vi aggiunge varie riflessioni sull’arte, sul mito, sulla donna l’abito e il riscatto sociale, oltre a vive immagini di emozioni vissute, di esperienze; scritti che, in una forma sciolta e limpida, a volte graffiante, a cui non fa difetto l’ironia, valgono come testimonianza del suo sentire e capire. Gli scritti sono accompagnati da una serie di disegni dell’autore.

(L'Opera in dettaglio)

 
 

       
 

Approfondito studio di due importanti opere di Simone De Magistris pubblicato dal Comune di San Ginesio (MC) in occasione della grande Mostra 2007 del pittore marchigiano del XVI Secolo.

Il volume è corredato con 11 disegni eseguiti dall'autore dinanzi alle tele.

Simone De Magistris (Caldarola - MC - 1538 o 43 - 1612) è un pittore dalla personalità singolare, inquieta, a volte bizzarra. Il suo linguaggio è spesso mutevole e non privo di accenti vernacolari, ma qua e là illuminato di barbagli indubbiamente geniali, di singolari soluzioni pittoriche che in taluni casi sembrerebbero travalicare il suo tempo per avvicinarsi incredibilmente al nostro.

(L'Opera in dettaglio)

 
 

       

Le emozioni ricevute davanti alle tele del De Magistris (pittore marchigiano del XVI secolo) diventano per
Giorgio Radice motivo di studio visivo e descrittivo,
che si concretizza in questo lavoro editoriale
ora in fase di preparazione.

(Saggio dell'Opera)

   
 
         
 

"Sono un dilettante di scrittura", dice l'autore di sé "e molto ho da imparare, ma non certo di letture. Queste mi hanno nutrito sin da albe lontanissime, quando era mia madre a leggere per me, e continuo a nutrirmene. La poesia è un cibo particolare: come dire? un'essenza, un distillato, un'ambrosia per lo spirito - che è esigente quanto il corpo.

Sempre leggo poesia: mi rasserena, mi rischiara, apre immensi spazi e come la musica mi trasporta in luoghi che soltanto l'anima può abitare. E sempre mi meraviglio di ciò che i poeti riescono a scrivere, di bello, di toccante e commovente, di significativo. Le mie poesie, al raffronto, non sono che pallidi tentativi.

Ciononostante, il silenzio che dentro di me urla lascia le sue impronte. Il computer, la migliore macchina per scrivere che finora sia stata inventata, le ha accolte e ciò che segue è il risultato. Ai lettori, se vi saranno lettori, il giudizio".

(Le Opere in dettaglio)

 
       

 

 
 
 

infine, il nostro “uno che dipinge” presenta qui il risultato di ciò che per lui è il lato più dilettevole della scrittura: e cioè esprimersi in dialetto. Ed essendo egli milanese schietto ed avendo sempre amato la parlata della sua città, ecco che vede la luce il volumetto SPUÀSC “Bagianàd inscì per rid” (per intenderci: Sputacchi. Sciocchezze divertenti), dove sono raccolte, in forma poetica e da lui illustrate con belle tavole a colori, le sue composizioni: volgari, “grasse” come si diceva un tempo, ma anche sottilmente pungenti e alcune che sfiorano temi sociali inquietanti: tutte dotate comunque di autentico popolaresco sentimento.

(L'Opera in dettaglio)