Giorgio Radice (Milano 1938) tra le forme abbaglianti dell’arte del suo tempo errante solitario, anima irrequieta e spirito liberissimo. Dipinge, modella in creta, scrive.
Come designer e art director ha progettato campagne, curato edizioni di libri e riviste di settore.
Per anni insegnante della Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano.
Vi sono mostre alle sue spalle, personali e collettive e riconoscimenti, ma ciò che più gli importa e lo fa sentire vivo è l’attività nel suo studio: lavorare, mordere le giornate, duellare con il tempo per tenerlo in scacco.
In un primo istante si potrebbe giudicare discontinua la sua produzione (e per questo egli ama dire "non sono legato a nulla e a nessuno, ho fatto ciò che m’è piaciuto fare e ogni tanto volto pagina" – infatti Giorgio Radice è un libro aperto –), tuttavia una vena profonda e sincera unisce le sue opere, ed è l’amore per l’arte e la bellezza: una costante che lo accompagna instancabilmente, ma aggiunge anche: “non sono mai pienamente soddisfatto; mi rimane sempre una vena di dubbio”.
Apprezzabile sentimento per chi si autodefinisce semplicemente “uno che dipinge”.